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Pegasos e MorphOS: il punto della situazione
(Articolo di Andrea Maniero)
Quello che vi apprestate a leggere è un articolo dedicato a fare il
punto della situazione riguardo il Pegasos, il sistema operativo
MorphOS, e, brevemente, anche sulla situazione di Genesi, le sue
alleanze e le prospettive future. A tal fine sono state prese in
considerazione solo notizie confermate da fonti rintracciabili, e sono
stati evitati per quanto possibile i "rumors" scarsamente verificabili.
Tuttavia qualche congettura è comunque presente ma spero vorrete
concedermela.
Il Sistema Operativo: MorphOS
Da dove partire se non da ciò che più ci interessa, cioè il sistema
operativo Amiga-like? Beh, MorphOS è fermo alla versione pubblica 1.4
da ormai oltre 14 mesi. In questo lasso di tempo sono usciti due
aggiornamenti minori (l'1.4.1, principalmente dovuto all'uscita del
PegasosII, e l'1.4.2 contenente solo qualche minor bugfix). Nel
frattempo però il lavoro dovrebbe essere proseguito incessante sulla
major release 1.5. L'uso del condizionale è d'obbligo, dal momento che
i problemi economici vissuti da Genesi nel 2004 sembra possano aver
avuto un'influenza negativa sullo sviluppo di MOS. Influenza sempre
negata ufficialmente dal team di programmatori, che annunciano anzi
come la release 1.5 sia a tutti gli effetti una major release, al
punto che è stato comunicato che forse sarebbe più appropriato
chiamarla 2.0...
L'update più atteso è, senza ombra di dubbio, quello di Ambient.
Ambient è il desktop di MorphOS, riscritto ex-novo da David 'zapek'
Gerber, per fornire un sostituto degno del XXI secolo per il caro
vecchio WorkBench. Soltanto che la versione 1.29, inclusa in MOS 1.4
ancora soffre di evidenti ed in alcuni casi insopportabili difetti di
giovinezza. In pratica, tale desktop può essere paragonato al WB del
3.0/3.1, con diverse nuove caratteristiche, ma anche ancora qualche
mancanza. Ciò che è più grave, in realtà, è che manchi di molte delle
aggiunte venute con il WB 3.5 e 3.9. Ciò rende praticamente
obbligatorio l'utilizzo di Directory Opus, e spiega perchè proprio
questa sia la componente più attesa dagli utenti.
Le novità previste con l'arrivo di MOS 1.5 sono molteplici, ed una
lista delle caratteristiche del nuovo Ambient è stata resa nota
qualche tempo fa. La più importante è sicuramente l'introduzione delle
"views" (o viste). A seconda del contenuto di ciascun cassetto, si
potrà utilizzare una vista diversa, ad esempio che utilizzi miniature
create al volo nel caso di immagini, o che mostri l'immagine
direttamente in un'area della finestra, o, ancora, che mostri gli
attributi dei file e che permetta la manipolazione degli stessi.
Ad
esempio, qualcosa di simile ai lister di Directory Opus Magellan è già
previsto, e sarà sicuramente ben accolto dai più, visto che un desktop
moderno non può più prescindere da tali capacità. Ma il concetto è
oltretutto pienamente modulare, dal momento che le viste sono moduli
che potranno essere realizzati ed inseriti da sviluppatori terzi -
dunque il loro limite concettuale sembra essere la fantasia degli
stessi! La seconda aggiunta importante sarà la gestione dei Mimetypes,
ovvero la possibilità, fornita sul WorkBench da DefIcons, di associare
determinati programmi/azioni a ciascun tipo di file (o media).
L'esempio più classico è l'associare un player al doppio click su di un
file sonoro: banale, ma oggi impossibile con Ambient...
Purtroppo la "paranoia" (perchè di altro non si può parlare) di zapek
ha impedito a tutti, tranne i programmatori che lavorano direttamente
su MorphOS, di vedere alcunchè del nuovo Ambient: anche alle ultime
fiere, in cui MOS 1.5 è stata mostrato, Ambient era sempre la vecchia
versione dell'8 Agosto 2003.
Oltre ad Ambient, quasi tutte le componenti di MorphOS sono state
ritoccate per questa release. Una prima (ed incompleta) lista di
miglioramenti è stata resa pubblica in occasione del raduno dell'User
Group svedese. Le feature annunciate includono un miglioramento di MUI,
grazie all'entrata nel team di Stefan 'stunzi' Stunz, l'autore
originale della Magic User Interface e il supporto all'Altivec nel
kernel, accompagnato dagli strumenti di sviluppo (gcc e binutils nuovi)
e da applicazioni di terze parti che ne fanno uso quali mPlayer, oltre
a componenti di sistema (datatypes, ed anche lo stesso Ambient
sfrutteranno le capacità del motore vettoriale dei processori G4).
Saranno presenti nuove librerie per i dati multimediali, scheduler
pluggabili, una nuova utility per il partizionamento dell'HD, e una
serie di miglioramenti ad Intuition, tra cui un miglioramento nella
gestione delle skin, degli hotkey e della promozione degli schermi,
nonchè la possibilità di effettuare il ridimensionamento delle
finestre agendo sul bordo. Anche la shell è stata dotata di una GUI di
tipo MUI.
Le Prefs
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GUI per il Dump
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Task Manager
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Anche CyberGraphiX ha avuto miglioramenti, sia nelle caratteristiche
che nelle prestazioni. Altre aggiunte attese da tempo riguardano il
supporto dell'Hardware. Se da un lato vi sono poche speranze di vedere
uno stack FireWire per MorphOS in tempi brevi, la 1.5 dovrebbe portare
il supporto dell'uscita audio ottica e del Gbit ethernet. E, a
proposito di rete e connessioni, finalmente lo stack TCP/IP nativo è
pronto. Ed è stato mostrato, con tanto di GUI MUI integrata nelle Prefs
di MorphOS. Neanche a dirlo, era vietato fotografarla...
Ancora, proseguendo, sono state riscritte le Prefs , che ora reagiscono
in tempo reale agli input dell'utente (rendendo inutile il bottone
"test"), è stata aumentata la compatibilità con le vecchie applicazioni
ed è stata aggiunta l'emulazione di Paula.
Solo voci, invece, su di una
versione nativa dell'interprete Rexx, che pure sarebbe stata mostrata
in Svezia. Altra aggiunta importante è un' interfaccia grafica per il
dump dei programmi piantati, per facilitarne il debug. Legato a questo
aspetto è il miglioramento del task manager , che dovrebbe ora essere
in grado di permettere il break ed il kill dei processi.
L'ultimo aspetto di una certa importanza per l'utente che ha subito un
deciso restyling è l'accelerazione 3D. Introdotta nella release 1.4
solo per le schede VooDoo, verrà estesa alle Radeon 7x00 (inizialmente)
e SiS 6326/300. Non solo, ma l'API ufficiale diventerà la libreria
TinyGL, un'implementazione di OpenGL 1.1 quasi completa, con molte
feature di OGL 1.2 e 1.3. La riscrittura delle componenti di basso
livello ha permesso una velocizzazione di 2/4 volte anche per gli
utenti di schede VooDoo.
In seguito TinyGL verrà estesa in maniera tale
da supportare anche motori T&L (transform and lighting). Ciò ha già
permesso lo sviluppo di molteplici software che verranno utilizzabili
da tutti con la release al pubblico della 1.5. Tra le cose già mostrate
al pubblico, la libreria di sviluppo SDLgl , che ha permesso il
porting di una pletora di giochi su MOS, come Cube o Neverball , un
port di Quake2 con accelerazione, un nuovo programma di
videotitolazione (come non se ne vedevano da tempo), e poi ancora
screensaver 3D e plugin grafici per AmiNetRadio. Naturalmente il layer
di compatibilità con Warp3D, le API per l'accelerazione 3D su AmigaOS
3.x, è stato mantenuto e perfezionato.
L'Hardware: il Pegasos (o I Pegasos?)
Fino a poco tempo fa sembrava che la situazione dal lato Hardware fosse
relativamente più calma per bPlan di quanto non fosse lo sviluppo
dell'OS. Del resto il PegasosII sembra essere una piattaforma stabile e
funzionante, dunque non bisognosa di molte altre attenzioni da parte
dei progettisti, eppure si erano perse le tracce di possibili nuove
macchine di cui si era vociferato tempo fa. La cosa è decisamente
cambiata dopo gli annunci effettuati all'SNDF (Smart Network Developer
Forum) europeo di Francoforte, organizzato a fine Settembre da
Freescale (un tempo nota come Motorola Semiconductors, ovvero i
progettisti/produttori delle CPU della famiglia G4).
In tale sede Freescale ha annunciato diversi nuovi processori, che
usciranno nel corso del 2005, ed ha presentato gli ultimi sviluppi per
la sua serie di CPU G4. Genesi era presente in qualità di espositore,
ed ha mostrato il Pegasos , sia con la tradizionale scheda CPU dotata
di G4 7447 a 1GHz con ventolina, che un prototipo con il più recente
7447A senza nemmeno il dissipatore. Naturalmente la scheda non può
essere utilizzata così, ma bPlan ha dichiarato di essere al lavoro su
di una soluzione che permetta il raffreddamento passivo (senza ventole)
con i G4. La difficoltà in questo caso consiste nel trovare dissipatori
le cui dimensioni siano compatibili con quelle della scheda madre e
della schedina CPU in questione.
Video Titler
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Pegasos
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Notizia decisamente più succosa quella, riscontrabile nel report
realizzato dalla rivista on-line PPCNUX , secondo cui bPlan starebbe
prendendo in considerazione la realizzazione di schede CPU con G4 più
veloci delle attuali. La scelta tra 7447, 7447A ed il nuovo 7448
dipenderà dal rapporto prezzo/prestazioni e dall'effettiva disponibiltà
dei vari modelli. Potrebbero apparire presto schede con G4 ad 1.2 GHz
ed anche schede con doppio G4. A tal proposito, è prevista per l'inizio
del 2005 l'uscita di un server blade basato su un'architettura Dual
CPU, che, per poter essere ospitata in un case slim 1U sta richiedendo
il redesign del Pegasos, che permetterebbe però di utilizzare il
Northbridge Discovery III di Marvell, che è compatibile sia a livello
di Software che HW con quello attualmente montato sul Peg2. Tuttavia
questo sviluppo, essendo orientato ad un mercato diverso da quello
consumer, interessa poco noi, come ci interessa poco il Crabfire ,
firewall basato sul PegasosII con G4.
Molto più interessanti le rivelazioni, fatte sempre all'SNDF, a
proposito del PegasosIII. Messo momentaneamente da parte il progetto
basato sul nuovo NorthBridge Marvell Discovery 970 ed il G5 di IBM (o,
perlomeno, non se ne è più sentito parlare), il PegasosIII sarà basato
sugli appena annunciati processori G4 di Freescale: gli MPC8641 . Si
tratta di CPU realizzate con un processo da 90nanometri, contenenti un
core e600 (in pratica lo stesso cuore dei nuovi 7448, cioè un G4 con
Altivec e frequenze a partire da 1.5GHz per arrivare probabilmente a
2+GHz) e un northbridge integrato, secondo il paradigma SoC (system on
chip).
Le caratteristiche più interessanti sono un bus di memoria MPX
che supporta le DDR2 a 667MHz, interfacce RapidIO, PCI-Express e GBit
ethernet, tutto incluso on chip nella CPU, il cui consumo di potenza
parte da circa 10W. L'unico lato negativo pare essere la disponibilità
di questi processori, prevista per la seconda metà del 2005, il che
rende la prospettiva del PegasosIII non proprio imminente.
Per finire, non resta che citare l'Eclipsis, vecchio progetto di
Genesi, che, nonostante non sia stato molto citato recentemente, pare
essere ancora valido. Anzi, è stato affermato che le caratteristiche di
questo Pegasos portatile/palmare sono molto migliorate nel tempo, al
punto che potrebbe competere con la PlayStation Portatile, ma senza
condividerne la focalizzazione esclusiva verso i videogiochi. Non si
conosce al momento però una possibile data di presentazione, ne quali
saranno le effettive caratteristiche della macchina.
Evidentemente anche dal lato hardware per bPlan c'è molta carne al
fuoco, del resto, una volta portato a termine con "successo" (da un
punto di vista tecnico, prima ancora che commerciale), il progetto
PegasosII, la strada obbligata, per garantirsi la sopravvivenza nel
moderno mondo dell'IT, è quella della realizzazione di schede al passo
con i tempi. Se Carda, Knaebel e soci saranno in grado di mantenere le
promesse, o si stanno avventurando in un passo più lungo della gamba,
solo il futuro potrà dirlo.
La strategia commerciale: Genesi
Molti annunci sono stati fatti in passato da Genesi, che proclamava di
avere ricevuto interesse da grossi potenziali parner. Pare che
effettivamente sotto a tali proclami ci fosse qualcosa di decisamente
concreto. Il Pegasos è infatti oggi venduto direttamente da Freescale
come piattaforma di sviluppo di software per processori PPC G4. In
particolare Freescale vende le Open Desktop Workstation, che vengono
fornite con MorphOS preinstallato sulla prima partizione dell'HD e due
distribuzioni Linux (Debian e Yellow Dog), e per entrambe il
Pegasos è dotato di supporto ufficiale. In particolare, il supporto di
YDL è arrivato proprio su richiesta di Freescale.
Legata all'accordo
tra Genesi e Freescale è anche la distribuzione nel corso di Settembre
e Ottobre 2004 di 175 ODW regalate a sviluppatori, sia del mondo
Linux che, ed è ciò che più ci interessa, MorphOS. A differenza delle
PhreeBoard distribuite tempo fa attraverso il consorzio Phoenix ,
questi computer completi non vengono regalati da Genesi, che
tecnicamente li vende (a circa 1399$ l'uno) a Freescale, che poi
provvede a distribuirli a sviluppatori indicati però ancora da Genesi!
Sul sito di Freescale è ospitata anche un' estensiva documentazione
riguardante il PegasosII (ed in più occasioni risulta citato anche
MorphOS). L'accordo con Freescale ha permesso a Genesi di dare
visibilità al Pegasos (e persino a MorphOS) presso importanti seminari
e conferenze quali l'SNDF e l'ECS (Embedded Connectivity Summit).
Oltre a Freescale, importanti accordi sono stati stretti con MySQL ,
che ha tra l'altro portato il Pegasos ad essere utilizzato come server
da Sony Europe . Infine, il progetto Avalanche , per lo sviluppo di
una piattaforma dotata di software Open Source, il cui hardware sia
scalabile (ma comunque prodotto da Genesi/bPlan) al fine di ridurre i
costi complessivi, ha trovato spazio e risonanza anche nelle ultime
newsletter di IBM .
In molti di questi progetti ed accordi commerciali, MorphOS non entra
se non di soppiatto. Se davvero un eventuale successo della piattaforma
hardware si rifletterà in maggiori possibilità di successo per MorphOS,
resta da vedere. Quel che è certo è che, oggi come oggi, un fallimento
del Pegasos comporterebbe anche la morte dell'OS. Ed un successo del
Pegasos comporta, almeno indirettamente, benefici anche per MOS.
L'altra certezza è che MorphOS non è destinato ad essere dimenticato,
altrimenti non si spiegherebbero le macchine regalate a sviluppatori
amighisti e le presentazion effettuate presso manifestazioni di certo
non appartenenti alla sfera della nostra piccola comunità.
Non avendo la sfera di cristallo, apettiamo, forgiati dagli eventi
degli ultimi 10 anni, che ci hanno insegnato quanto facile sia per un
simile progetto fallire, e quanto sia quasi impossibile avere successo.
Si ringrazia Andrea Maniero per questo resoconto.
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